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Estate 2004 Ogni tanto tutti abbiamo bisogno di andarcene in quel posto..... solo nostro. Per alcuni può essere un itinerario pieno di curve dove sfogarsi e smanettare liberamente, per altri può essere un passo dove lasciare la moto e sedersi lì, proprio lì dietro quella roccia dove nessuno rompe, sdraiarsi e ascoltare, per altri è un giro in compagnia di altri, gli amici sono gli amici o no?. A volte serve un itinerario diverso. Nuovo. Quello che propongo non è certo nuovo, chi non conosce Tovel o il Santuario di San Romedio, ma se vissuto con animo diverso ogni viaggio o luogo assume un gusto particolare, l'ho già detto e lo ripeterò all'infinito, dobbiamo imparare a gustare ogni luogo o viaggio, magari già fatto, come fosse nuovo. Così quel sabato, finalmente dopo varie peripezie accadute posso partire, decido di tornare a Tovel sperando questa volta di potermelo gustare con maggiore calma, l'anno scorso era stato un incubo a causa della marea di gente trovata. Ancora oggi mi chiedo come mai ce ne fosse così tanta. Comunque.... questa volta sono fortunato, poca gente sul percorso. Posso camminare per il sentiero con calma e gustarmi il meraviglioso paesaggio, sdraiarmi sulla "spiaggia" senza che nessuno mi rompa, guardo ogni cosa come fosse la prima volta quelle vette alpine alcune ancora coperte di neve, quella brezza leggera che ti rinfresca, insomma continuo il cammino rilassato... quasi mi dispiace andare via così presto, fino a che non incrocio una scolaresca di studenti romani..... Non ho niente contro i romani assolutamente ma dovevate sentire i loro discorso in pieno dialetto romano.... da scompisciarsi dalle risate..... AO !!!. Ritorno in sella e parto per il santuario, luogo di silenzio e pace, così diceva il sito internet dove ho scovato questo Santuario. Qui trovo una brutta sorpresa, la strada che porta al santuario è "...chiusa per lavori fino al termine di essi...", così dice il cartello. Merda!!. Proseguo fin dove posso, cioè 5 km di distanza da fare a piedi o con il bus navetta. Decido di andare a piedi, non chiedetemi perchè, sò solo che 5 km piedi sotto il sole è dura........ però ......sapete arrivato ero sì stanco ma sollevato, era come se il buon Dio mi avesse obbligato ad andare a piedi per purgarmi dei miei peccati prima di giungere in quel luogo sacro e santo. Una specie di Via crucis, accompagnato dal ruscello che costeggia la strada. Come i pellegrini del monte Kailash in Tibet, la montagna sacra, che purificano la loro anime dai peccati percorrendo a piedi tutto il perimetro della montagna (51 km). Il Santuario è veramente bello, merita una visita e la vista dal sotto tetto è pazzesca, come la strada che porta al santuario, me ne sono accorto al ritorno, quella strada chiusa in mezzo da due costoni rocciosi alti e cupi, vi consiglio di arrivarci a piedi di parcheggiare la moto al ristorante e proseguire a piedi, vi sembrerà un viaggio nel viaggio quei 5 km a piedi.
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