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2005 "......." Siete pronti... questa volta si parte per luoghi suggestivi che raccontano e trasudano storia, anche se storie ben diverse. Il viaggio prevede di raggiungere il monte Baldo con una piccola fermata a vedere il famoso Santuario Madonna della Corona, per poi piombare sul Monte Bondone, famoso per essere stato protagonista di gare mozzafiato all'alba del motociclismo. La Trento-Bondone è stata la prima corsa disputata da Giacomo Agostini. |
  Il Monte Baldo si trova sulla sponda veneta del lago di Garda, è quel monte che si erge alle spalle di località turistiche come Lazise, ma soprattutto Malcesine, Garda ecc.. Il punto di partenza è Affi, per due motivi, è l'uscita dell'autostrada A22 più vicina, Affi-L.di Garda Sud, oppure se preferite è il punto finale della statale che parte dal lago d'Iseo e attraversa Brescia. Per essere più chiari seguite le indicazioni per il Gardaland o Caneva World, la strada è quella che ad un certo punto vi catapulterà in mezzo ad un enorme rondò, la prima uscita porta verso l'autostrada, la seconda verso il Monte Baldo la terza ai Parchi di divertimento del Garda. Ovviamente prendete la seconda che vi porta dritti al Monte Baldo se avete dubbi o le indicazioni sono un pò contraddittorie seguite le indicazioni per Ferrara di Monte Baldo, a questo punto proprio non potete sbagliare, attraverserete Caprino Veronese, Spiazzi, Fraine di Sopra ed infine Ferrara di Monte Baldo. Le indicazioni che indicano il Santuario come l'Ossario sono chiarissime un pò meno quelle per i parcheggi, ma un buco lo troverete di sicuro. Se siete fortunati come il sottoscritto sarà giusto alla piazzetta da dove parte il sentiero per il Santuario. |
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  Mi dispiace ma avete letto bene. Il sentiero a dir la verità è abbastanza largo da far passare una macchina, è asfaltato, ma non credo sia transitabile in moto. Con la Tuta e gli stivali parto a piedi convinto che siano pochi metri, quando dopo essermi tolto il giubbino, e aver perso come minimo un kilo dal sudore che grondava dalla fronte, sono giunto SOLO alla SECONDA !!! stazione della Via Crucis... a momenti ho un principio di infarto, ma ecco la salvezza, una scalinata che taglia di netto la strada e porta giù velocemente. Altro difetto, i gradini sono di roccia, scivolosi, stretti e alti. Arrivo stremato. I turisti, quasi tutti stranieri, mi guardano come fossi un extraterrestre o forse come Fantozzi visto che non fanno altro che ridere. Visito il Santuario e devo dire ... merita veramente, come abbiano fatto a costruirlo qui a strapiombo e incavato nella roccia è pazzesco e io mi lamento per due gradini, (non immagino cosa mi aspetta). Dal Santuario partono bellissimi percorsi ricavati nel bosco, attraversi antichi portoni, ponti, da questi ti stupisci ancora di più vedendo tutta l'architettura del Santuario.... giunto al Sacellum Pietatis guardando prima in alto e poi in basso ti rapisce un senso d'inquietudine per quanto sei in alto o per quanto ti sembra di essere a strapiombo. L'interno è senza parole... l'altare è bellissimo ma quello che più mi colpisce è il contrasto dato dal chiaro della roccia pura che fa da parete con il colore nero o marrone scuro di alcune opere come l'altare o l'abside più forte se si osserva l'antico bancone corale. Sarebbe bello continuare a camminare nel bosco in quel silenzio che solo alcuni luoghi ancora sanno avere e trattenere,
".....la fede è l'ascolto della propria coscienza attraverso la quale Dio si rivela a Noi, parlandoci nel, con il silenzio....", Non ricordo dove l'ho letto. Ma io stramazzo dal caldo e dalla fatica, decido di tornare in superficie, in fondo l'effetto è questo ti senti spronfondato nella roccia di questi monti. Inizia l'incubo...DEVO TORNARE INDIETRO..... TUTTA SALITA !!!. Riprendo i gradini per far prima, ma sono alti e stretti li salgo che sembro un pinguino. Arrivato in cima mi siedo per terra per prendere fiato. Stranamente mi ricordo il viaggio dell'anno precedente al Santuario di S.Romedio, anche lì fatica causata da una scarpinata sotto il sole..... '... la fatica purifica la mente e il corpo per giungere liberi dai pregiudizi e dalle maschere... contemplando così le meraviglie della vita...' Risalgo in sella adesso, (come prima ad essere sincero), arriva il puro divertimento.
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  La strada qui è un insieme di curve larghe, strette, tornanti, l'asfalto è qualcosa di incredibile senza nemmeno accorgermene sono li che corro come Archibald, Farqhuar e compagnia bella, per impostare le curve uso tutta la strada invadendo senza problemi la corsia opposta le strade sono così belle che vedi la curva successiva prima ancora di impostare quella di fronte a te, mi pare di essere in pista. Esagero frenando troppo tardi ....il muro davanti a me si avvicina troppo velocemente!!! lascio mezza gomma posteriore sull'asfalto, ma sono salvo con il cuore in gola, una paura così fino ad ora non l'avevo mai provata neanche nei precedenti incidenti.
Ma sapete cosa vi dico che quell'inconveniente è stata una benedizione del cielo. Dopo di allora ho rallentato e sembravo un povero idiota girando a 30 Km/h, ma all'uscita di una curva ecco una pattuglia di carabinieri, mi fermano, ".....semplice controllo... vada pure...", mi dicono, per fortuna non si accorgono che stò ancora tremando, se non avessi avuto quell'inconveniente ero qui a scrivervi senza patente. Ma il peggio deve venire, perchè dopo pochi km altra pattuglia, altro Stop, oh!! cazzo!!!, esclamo tra me e me. Gli dico che mi hanno gia fermato pochi km avanti... a quanto pare questa strada è talmente bella da essere ben conosciuta da molti smanettoni della zona. Ed è facile incontrarli, sia prima di Ferrara di Monte Baldo che dopo. |
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  Dov'ero rimasto al Santuario. Superato questo si seguono le indicazioni per Brentonico, la strada taglia il bosco attraversando il Monte Maggiore, Cima Paloni, Monte Cerbiolo, Cima Valdritta, si attraversano le Riserve Naturali Lastoni-Selva Pezzi e Corna Piana attraversando Bocca di Navene. Giunti a Brentonico si raggiunge Mori per poi tornare verso il Garda con le indicazioni per Riva del Garda. Da qui si sale verso Trento.
Attraversi Arco e all'altezza di Drò si può prendere la prima strada che porta al Monte Bondone, prendendo questa costeggierete il lago di Cavedine. Proseguo fino a Toblino lo supero e raggiungo Vezzano qui prendo per il Monte Bondone, le indicazioni chiamano 'Monte Bondone, Lago di Cavedine', questo mi frega, sbaglio strada...o meglio la allungo un pezzo, torno indietro verso Calavino e osservo dalla strada il Castello Madruzzo, a Lasino imbocco la strada giusta. Altra libidine, qui è meglio del Baldo, almeno finche non avete visto la discesa che da Vason porta a Trento. La paura c'è ma sono già lì che imposto le curve e le frenate, con molta più calma, cerco di pennellarle come un pittore può pennelare le curve di una donna in un nudo....senza esagerare la velocità. Ad un tratto mi sembra di essere in un sogno, strada libera, asfalto piatto, ai lati pareti di alberi e sul fondo un muro fatto di un azzurro intenso e qualche nuvola che spunta ai lati, più mi avvicino e più sembra di essere pronti a saltare il fosso, quasi fosse come una rampa. Pensare che qui un giorno si correva, lo spettacolo da Norge, Viote e Vason è incredibile. Un giro spettacolare bellissime strade e luoghi carichi di storia, è facile incontrare chiese, o monumenti storici legati a eventi poco piacevoli come le due grandi guerre. E ognuno meriterebbe una visita. ATTENZIONE, è molto facile farsi prendere la mano ma usate sempre la testa!!!!!!
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